Il corso è iniziato da alcune lezioni ormai, abbastanza per capirne l’impronta. Una frase, sopra tutte, è rimasta impigliata nei miei pensieri: Spezzare la visione eurocentrica. Ne hai fatto la tua crociata, Professore, e capisco che sia vitale per te, i cui antenati furono portati a forza, sulle navi negriere, fino in queste contrade … ma per me …che sono nata proprio nel centro di quella cerchia?
Lo so, la mia pelle branquinha (leggi “branchigna” – di piccola bianca) non induce all’indulgenza, eppure ce la metto tutta. È che per spezzarla, quella cerchia, dovrei già prenderne coscienza.

   Maggio … Era il mese delle rose e di Maria. Mentre, tra canti celestiali, il simulacro della Madonna era portato in processione per i vicoli del villaggio, preceduto da infanti immacolate, che reggevano cesti di petali di rosa, che accadeva nel tuo Nuovo Mondo, Professore?

   Era il 13 maggio 1888. Isabella, Principessa Imperiale del Brasile, promulgava la Legge d’Oro (Lei Áurea – Lei Imperial n° 3353/1888) che aboliva la schiavitù. Ultimo paese occidentale ad abolirla.

   Da noi, invece, sarebbe stato un anno sostanzioso per la letteratura. Giuseppe Ungaretti e Georges Bernanos erano nati da tre mesi. Da lì a poco sarebbe nato Fernando Pessoa. Émile Zola pubblicava Il sogno, della serie I Rougon-Macquart.

   Quarant’anni prima circa, nel 1850, era stata proibita la tratta negriera, ossia il traffico di esseri umani dall’Africa verso il Brasile. La legge poneva fine al commercio triangolare, ma questo non impediva che, cent’anni più tardi, esistessero altri commerci, bilaterali, questa volta nel cuore dell’Europa, eurocentrico al quadrato, se devo riprendere il tuo concetto. Accadeva, allora, che una matrigna bianca barattasse i propri figli, dalla pelle colore del latte e dagli occhi colore del cielo, contro vagonate di carbone. Vedi, Professore, non è una questione di pelle.

 

   Oggi è il 13 maggio 2017 … 129 anni dopo. Sta transitando al Congresso una proposta di legge sulla riforma del lavoro e della previdenza, che prevede, tra le altre cose:
. la settimana lavorativa di 48 ore;
. giornate lavorative di 12 ore, per quattro giorni consecutivi in caso di necessità imperiosa;
. riduzione delle fasce orarie considerate finora lavoro notturno;
. lavoro interinale esteso a tutte le attività dell’impresa, inclusa quella principale (legge già approvata);
. nel settore agricolo, il bracciante potrà essere remunerato con vitto ed alloggio.

   … Corsi e ricorsi della storia…Oggi, c’è però qualcosa di diverso.

 

 La Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile si è riunita dal 26 aprile al 5 maggio 2017, per la sua 55a Assemblea Generale. In chiusura, ha diffuso una Nota Ufficiale sulla delicata congiuntura politica, economica e sociale che sta attraversando il Brasile.
Ve ne traduco alcuni passaggi. Sul sito di Radio Vaticana del 5 maggio 2017 potete invece trovare il testo integrale (in portoghese).
… L’economia globalizzata, intimamente legata alla politica, è stata un vero e proprio supplizio per la maggioranza della popolazione brasiliana, dal momento che da la priorità al mercato, a discapito dell’essere umano, e al capitale a discapito del lavoro, quando dovrebbe essere il contrario. Quest’economia ammazza e rivela che l’origine della crisi è antropologica, poiché nega la supremazia dell’uomo sul capitale (cf. Evangelii Gaudium, 53-57). Non è giusto, in nome della ripresa, sottomettere lo Stato al mercato. Quando è il mercato a governare, lo Stato si fa debole e finisce col sottomettersi ad una perversa logica finanziaria. Non si dimentichino le parole di Papa Francesco, Il denaro è fatto per servire, non per governare.

Lo sviluppo sociale, criterio di legittimazione delle politiche economiche, richiede delle politiche pubbliche che servano alla popolazione, specialmente quella che si trova in situazione di vulnerabilità. L’insufficienza di queste politiche è tra le cause di esclusione e di violenza, che colpiscono milioni di brasiliani. Sono catalizzatori di violenza: l’impunità; i crescenti conflitti nelle città e nelle campagne; la disoccupazione; le disuguaglianze sociali; il disfacimento dei diritti delle comunità tradizionali; la mancanza di riconoscimento e di demarcazione dei territori indigeni e quilombolas; il degrado ambientale; la criminalizzazione dei movimenti sociali e popolari; la situazione deplorevole del sistema carcerario…Nello sforzo per superare il grave momento attuale, sono necessarie delle riforme, che sono legittime quando obbediscono alla logica del dialogo con tutta la società, e sono volte al bene comune…

  Tra i firmatari della Nota si trova anche Dom Murilo Krieger, Arcivescovo di Salvador e Vice-Presidente della CNBB (Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile).

Che dire? A volte, la Storia non si ripete
Ma tornando – per chiudere il cerchio – a quella parola, “eurocentrica“, che ha dato l’abbrivio al mio divagare, non mi sembra sia la parola giusta, Professore.

 

 

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