Spesso cerco lo sguardo del Serva e quando sulla cima incontro qualche nuvola, sorrido: sento la voce di mio padre che risuona nel cortile. 

Quando el Serva ‘l ha al capel, o che ‘l piove o che fa bel. Altre volte, la previsione era più mirata, Quando el Serva l’à ‘l capel, gnen piova en Campedel. (Chiedo scusa per l’incerta trascrizione).

   Sono lontana ormai, ma nulla è cambiato. Nel ricordo, il Serva è sempre il luogo degli antenati, dello scorrere ineluttabile delle stagioni, l’alpeggio, la fienagione, le casere, i nomi che risvegliano altri tempi, uno per tutti Il salto del lupo, che ci ricorda che il lupo intravisto l’anno passato (2016) non è una novità su questi pendii.

  

  

Sono alcuni dei colori del Monte Serva … secondo l’ora e la stagione*

   Nei giorni scorsi, mi accingevo al consueto appuntamento virtuale col Serva ma, ô désespoir , vedo apparire sullo schermo questa dicitura:
404 – Impossibile trovare il file…
È possibile che la risorsa desiderata sia stata rimossa…..

   Dopo un’affannosa ricerca, trovo il nuovo indirizzo e tutto rientra in ordine … o quasi. Il peregrinare, infatti, mi porta nel cuore del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, di cui fa parte anche il monte Serva (non lo sapevo). Scopro che il Parco è nato “per tutelare un territorio di straordinaria valenza paesaggistica e naturalistica. Le Vette Feltrine e il  Monte Serva erano già molto celebri per la loro flora fin dal XVIII secolo”. Scopro fiori che non conoscevo, dai nomi misteriosi: Alisso di Obir … Geranio argenteo… Basti pensare al Codex Bellunensis, erbario illustrato del 1400, conservato presso la British Library di Londra, che si può oggi facilmente consultare grazie alla ristampa anastatica pubblicata dal Parco. In quanto alla fauna, vi dico soltanto dell’aquila reale “che frequenta … le pareti con nicchie ben protette, ove nidifica con almeno sei coppie” … e della presenza non comune della Salamandra nera.

   Felice, me ne tornavo ad ammirare il Serva, quando mi capita sotto agli occhi questo titolo: “I caccia pronti al decollo: sul monte Serva 2 mesi di “guerra” “. L’articolo, datato 17 gennaio 2017, pubblicato dal “Il Gazzettino”, recita così: “… saranno le pendici del monte Serva a diventare poligono di tiro per le esercitazioni del Comando … con armi individuali e di reparto sino a mitragliatrici con munizionamento ordinario e con quantitativo massimo dell’esplosivo … Per tutti, informa il Comando …, il divieto di raccogliere e detenere armi e munizioni e materiale esplosivo di qualsiasi genere. Lo stesso Comando mette in conto che ci possano essere dei danni alle proprietà private. Le domande di risarcimento, compilate per iscritto, dovranno essere presentate entro il 12 maggio al Comune dove si è verificato il danno”.

   “… molti angoli conservano intatti e selvaggi gli incanti della prima natura. E anche se nessuno ci pensa, lassù traboccano sulla valle del Piave, le favole degli spiriti e dei maghi”. (Dino  Buzzati, La mia Belluno)

   Si affaccia allora, angosciante, l’eco di altri nomi … Ortigara … Monte Grappa … una Caporetto per gli uomini di buona volontà.
   Tristi tempi, che tutto alterano, dove l’eremo di pace diventa teatro di guerra, dove le madri partoriscono bombe, dove lo sconquasso ci colpisce fino al cuore del nostro linguaggio, travolgendo il valore delle parole, dove la madre, fino ad ieri sinonimo di vita, è posta accanto a distruzione e morte … lasciandoci attoniti

   Ma è ancora Pasqua, tempo di rinascita nella nostra civiltà, tempo in cui, da sempre, la terra si risveglia, pronta per nuove messi. Il nostro Dio è morto ?

   Iemanjá, Signora dei fiumi e dei mari, madre amorevole, sorgente di vita, tocca il cuore dei tuoi figli, che hanno perso il lume. Fa che riescano a vedere i colori del Serva!

Brano eseguito dal Gruppo Al Tei, Il Tiglio, in ladino
Il Gruppo, che nasce in provincia di Belluno, è un raffinato interprete
della tradizione popolare europea

 

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