DSC07969“… la crisi ci ha spinto a parlare di una “crescita negativa” che non ha scioccato nessuno. Al punto che la funzione di questo linguaggio sembra essere quella di bandire la contraddizione …..

… Non soltanto tali formule contengono una cosa e il suo contrario ma consacrano la confusione, provocando una specie di siderazione. Con un effetto anestetico che permette di far ingoiare tutto. È degno di nota che la crisi abbia fatto moltiplicare questo genere di discorsi fino a rafforzare la loro consensuale contraddizione in un’evidenza dal potere ipnotico…

…Si apre così un graduale massacro della vita interiore, man mano che questa si trova sempre più manipolata da termini completamente inadeguati, come strumenti di misura eccessiva la cui volgarità non può rendere conto della complessità né della fragilità delle sensazioni e dei sentimenti…”

   Sono alcuni brani della lunga intervista rilasciata, nel 2010, dalla scrittrice Annie Le Brun al sito Marianne2, nell’eccellente traduzione, dal francese, di Martina Guerrini. Potete leggere QUI la versione integrale italiana, grazie all’interessante blog di Stefania di *Aspettando il caffè*.

   Questa lettura ha stimolato la mia sete, mi sono pertanto rimessa in cammino fino ad approdare sulle rive di La Grande Librairie (programma letterario francese trasmesso da TV5). Quella sera, tra gli ospiti di François Busnel, lo scrittore Laurent Binet presentava l’ultimo suo libro La Septième Fonction du langage QUI

   Il romanzo, scritto come un giallo, esordisce con un fatto di cronaca realmente accaduto: il 25  febbraio 1980, il semiologo Roland Barthes, che ha appena pranzato con François Mitterrand, futuro candidato alle elezioni presidenziali, è vittima di un incidente. Davanti al Collège de France, è rovesciato da un furgone. Un mese più tardi soccombe alle ferite.

   Dalla realtà alla finzione, non è un incidente ma un assassinio: la caccia al colpevole può iniziare. Chi ha ucciso Roland Barthes e, soprattutto, perché?
Si scopre che, al momento dell’incidente, Barthes era in possesso di un manoscritto inedito del linguista Roman Jakobson, che teorizzava La settima funzione del linguaggio. Ma il manoscritto è sparito. Chi detiene ora la settima funzione detiene, di fatto, il potere, poiché può convincere chiunque, di qualsiasi cosa, in qualsiasi circostanza.

                           Vi lascio meditare.

QUI   l’intervista di Annie Le Brun al sito di Marianne2 (in francese)

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