DSC05499   “…imperversanti scritte moderne tracciate a carbone…”. “…degrado, in parte dovuto anche ai deplorevoli imbratti di qualche irresponsabile visitatore…”.
Sono alcune considerazioni rilevate nello studio Tesori d’arte nelle chiese del Bellunese, Alpago e Ponte nelle Alpi (pp. 55 e 160), pubblicato dalla Provincia di Belluno. Nello specifico, stiamo parlando di Sant’Andrea, sul monte Frusseda.
In effetti, i segni – nero carbone –  saltano agli occhi. Alcuni, poi, infastidiscono più di altri per la loro ubicazione. Ma come sempre, di fronte ad una pagina di storia, non posso esimermi dal leggere tra le righe. Cosa ci dicono quei caratteri grandi, sproporzionati, incerti? 

 I  Graffiti Bellunesi di Sant’Andrea ci dicono della vita di una comunità. Non c’è Villano che non sia passato di là, con le sue fatiche, le sue paure, la sua disperazione, le sue suppliche. Più di recente, negli Anni d’Oro, è salita fin qui la “Meglio Gioventù” espressa dal borgo – intra ed extra muros – con i figli lontani che tornavano il tempo di un’estate, e che per nulla al mondo avrebbero rinunciato al pellegrinaggio. Quel carbone sul muro racconta del fuoco spento, della polenta mangiata in compagnia, del ridere spensierati, degli amori estivi od eterni. I più timidi,  o forse coscienti, scrivevano il loro nome  – il più piccolo possibile – in qualche angolo remoto della navata, là dove la parete era ruvida e grigia.
E gli altri … Gli altri hanno un’attenuante: ad un occhio inesperto, la lettura degli affreschi era – ed è tuttora – un’impresa incerta.
Poi vennero altri tempi. Da qualche anno, un quaderno, poggiato sull’altare, invita il viandante a lasciare un nome, un pensiero, una preghiera.

“…l’immagine, cristallizzata nella ieratica fissità iconica, è caratterizzata dalla ritmica spanditura delle pieghe longitudinali dell’abito talare che si frastagliano ai piedi secondo un andamento pacato e composto…” (p. 157). Una descrizione tecnicamente perfetta che ci racconta il simulacro di Sant’Andrea.
Ma tra le righe e le pieghe, i nostri sensi percepiscono un mondo magico che trascende la religione ed i suoi dogmi. I “deplorevoli imbratti” sono ex-voto che ci aprono le porte di un’altra dimensione. Più o meno consapevoli, siamo in comunione col divino. “In Sant’Andrea”, tutto è Ordine, tutto è Pace.

"...è ben visibile il profilo di un santo guerriero sopra un cavallo bianco..."
“…è ben visibile il profilo di un santo guerriero sopra un cavallo bianco…”
"...tutti hanno in mano il libro del Nuovo Testamento ..."
“…tutti hanno in mano il libro del Nuovo Testamento …

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Prima di salire in Sant’Andrea, la prossima volta,
leggete (se non lo avete già fatto)  il contributo di Sergio Claut “La bellezza ed il colore delle immagini”
in Tesori d’arte nelle chiese del Bellunese, Alpago e Ponte nelle Alpi,
pubblicato dalla Provincia di Belluno.

Sant'Andrea sul monte Frusseda
Sant’Andrea sul monte Frusseda
Il sentiero
Il sentiero

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